Teorie sul valore sportivo dell’economia.
Saddam è stato giustiziato. I talebani sono stati cacciati dal governo afghano, ma la guerra, quella economica, il condottiero del terrorismo, l’ha vinta e alla grande.
Quella programmata dopo che gli americani hanno invaso l’Iraq e l’Afghanistan.
Ben Laden ha dichiarato: “ sconfiggerò gli americani sui mercati mondiali…”
Così, oggi, è! Il discorso della caduta delle borse europee e di quella americana ha inizio con l’ascesa del prezzo del petrolio al barile. Nessuno ha proferito, in questi giorni, tale riflessione. Eppure, in televisione, si sono alternati grandi economisti per spiegare come, cosa e perché.
Altra teoria: i pescecani della finanza si sono giocati i soldi, la liquidità delle banche e la banca stessa, tanto che quella americana più importante è fallita.
Ora affidano ai governi il compito, come in Inghilterra, di nazionalizzare le banche e di rimpinguare le casse. Non si spiega come, fornita la liquidità, le borse riprendono a salire in meno di 10 ore a fronte di mesi di caduta libera.
La terza teoria si basa sull’istituzione dell’euro.
Da quando l’euro è stato adottato come moneta unica in Europa, salvo le nazioni che non hanno aderito, l’America ha avuto un rallentamento nella sua economia che continua tutt’oggi.
Perciò non sopportando più il predominio dell’euro sul dollaro si inventa la crisi. Oggi non la può più controllare tanto che da qualche parte si dice che se l’America starnutisce, l’Europa ha la febbre.
Ma ci vuole tanto a capire queste cose?
Qual è il rimedio?
Chiudere la borse per qualche tempo e far si che ogni nazione si governi con l’import- export da sola interagendo con le altre.
Scambi, cioè, originari e con semplice movimento fino a quando ci sarà la ripresa completa. Si eviteranno, così, i gol e gli autogol; i papocchi a tavolino che consentono soltanto alla mano esperta di arricchirsi come quell’ americano che risulta in questi giorni di crisi il più ricco del