LA STRUMENTALIZZAZIONE
La parola dell’uomo è complessa, semplice, contorta, significante, incoraggiante, determinante ecc…
È pregna, insomma, di tanti significati e significanti.
Nei tempi moderni è, soprattutto, strumentalizzante. Il giornalista la può usare come meglio crede. La fa andare all’attacco, la pone in difesa. La sistema con la coppia di due più due; la libera nel periodo complesso, composto o semplice.
La utilizza in bocca di questo o di quel soggetto con una economia di concetti modesti o arroganti.
La fa diventare pretestuosa o pretenziosa, ammaliante o remissiva.
Il giornalista ha la chiave dell’informazione e stabilisce a suo uso e consumo ciò che vuol fare intendere e ciò che vuole evitare.
Adesso è di moda che il giornalista scriva libri sui personaggi politici o intorno a statistiche.
Massimo Franco, ad esempi, giornalista del “Corriere della sera” ha scritto il libro “Andreotti”
Bruno Vespa è costantemente autore dei libri che sono il sunto dei suoi programmi.
Dov’è, dunque, la fantasia romanzesca? Superiamo la dicotomia stabilendo che il giornalista, nel caso contingente, favorevole ai tagli della Gelmini nella scuola, dichiara che in fondo è giusto il cambiamento e che ella è fraintesa.
Lo stesso significato viene attribuito al Presidente della Repubblica Italiana quando gli mettono in bocca “ non basta dire no, serve il cambiamento…”
Non crediamo che il Presidente Napolitano facesse riferimento al maestro unico. Cioè, non possiamo credere che il Presidente intenda il cambiamento della scuola riportandola indietro di trent’anni. Che tipo di cambiamento sarebbe? Sono convinto che qualcuno ha volutamente distorcere le parole del Presidente. Il significato del suo cambiamento riguarda non il ritorno al maestro unico, ma il rinnovamento delle strutture e delle infrastrutture. Significa dotare la scuola di cose nuove, adeguate alla odierna società: gli edifici, le attrezzature didattiche e così via . Questo è il cambiamento. Il Presidente invita al dialogo per superare le contrapposizioni tra le parti : Ministero e Sindacati.
Non ci vuole la palla di vetro per comprendere questo stato di cose.
Anche in Francia il tiro mancino di Sarkozy è contro la scuola .
Due francesi su tre , però, si sono ribellati e il presidente ha dichiarato che punta tutto sulla scuola.
La Gelmini in questo caso non riesce , col suo maestro unico, nemmeno ad assicurare il servizio del tempo pieno, che giura di non toccare.
La domanda è: se ne intende di scuola, di orari didattici, di pedagogia e quant’altro ha a che fare con la scuola?