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    il ritorno al passato

    Asinelli, calzolai, mercanti vari, piccoli spacci di rione, molte tavole improvvisate di contadini ai bordi delle strade, pirati dei mari somali, indiani, del carabi. Ancora questo è poco. Il bello è dato dal fatto che cerchiamo di sottomettere quei popoli che hanno le materie prime: i negri del Corno d’Africa, i medio-asiatici ecc…Quei popoli girano il mondo vendendo a noi i loro oggetti, monili, tappeti, oro ecc. Utilizziamo le loro ricchezze con sfrontatezza, lavorando e trasformando le loro materie prime. Un pugno di uomini occidentali ben organizzati schiaccia interi popoli, i quali, prima o poi, si ribelleranno. Con un po’ di armi in pugno non possono gestire miniere di diamanti. Inizieremo noi a vendere tappeti. Dubai insegna: paradiso del Medioriente. La storia ci fa conoscere che imperi gloriosi sono precipitati nell’oblio più totale e sono scomparsi. E’ il caso di ricordare i faraoni, le polis dei grandi Greci, i Romani, i Macedoni, gli Ittiti, gli Assiri, i Babilonesi, i Persiani, gli Svevi, gli Angioini e fino ai giorni nostri gli zar , gli inglesi del Colonialismo ecc..
    Perciò in alcuni paesetti si inizia a rivedere qualche asinello; in via Milite Ignoto a Vibo Valentia c’è un calzolaio, si vedono i mercatini di rione e quelli dei contadini con vendita diretta. I pirati della Somalia, dove si consumano le tragedie sequestrano la petroliera chiedendo il riscatto. Quelli degli altri mari sequestrano i grandi velieri dei ricconi occidentali. E’ un attaccarsi al passato. Una nota è positiva: Obama preferisce vestire con abiti italiani e vuole la cucina ed il vino italiani. Già questo è identità di un passato che vede gli italiani a servizio finalmente di chi se lo merita. L’inizio è già incominciato.

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