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    Pierino, la politica, il calcio

    L’ispettore, visitando una scuola, dice agli alunni di preparare il nome di un fiore. Walter, invitato a parlare, dice: “Gelsomino”. Poi è la volta di Domenico che pronuncia: “Garofano”.
    L’ispettore chiama Andrea che gli dice: “Rosa”. L’ispettore gli comunica che è troppo comune e gli chiede il nome di un altro fiore. Andrea gli risponde: “Anemone”. Così quasi per tutta la classe. Manca Pierino.
    L’ispettore lo sollecita: “Su, Pierino, dici il nome di un fiore”. Pierino è in difficoltà: pensa e si guarda in giro. Gli occhi si posano sul sedere della maestra che si china in avanti per raccogliere un foglio caduto. Improvvisamente dà la risposta: “Fior di culo”.Tutta la classe si mette a ridere.
    Tutto il mondo si mette a ridere quando Berlusconi si nasconde dietro la colonna, giocando a nascondino con Angela Merkel. Così Pierino fa politica costantemente. Nasconde se stesso dietro il suo alibi di ottimismo e comunicando agli altri il suo lato positivo.
    Maschera tutto col suo sorriso finto, forzato, sempre uguale dietro la faccia di plastica. Ama scherzare su tutti e cerca di prendere in giro gli altri persino Obama, parlandogli dell’abbronzatura. Si sente onnipotente tra Putin e Bush e pensa di perciò di improvvisarsi mediatore futuro fra le due potenze.
    Iniziata la crisi mondiale, comunica agli italiani di non farsi prendere dall’angoscia perché è virtuale. Oggi, con l’acqua alla gola, dichiara che la crisi è reale e potrebbe essere più profonda di quello che si pensi. È l’ennesima volta che si comporta così.
    Ma non ha esitato di far aumentare alla fine di ottobre 2008 € 1.135,00 ai parlamentari, i quali hanno votato la delibera camuffata all’unanimità. Anche in quel caso l’opposizione si allinea al governo ed alla politica di Pierino, tralasciando di menzionare il finanziamento ai partiti nonostante il referendum contrario. All’anima della crisi.
    Appoggiando, imperando sulla finanziaria, fa fare tagli alla scuola dal suo Ministro, Maria Stella Gelmini, e dichiara (d’accordo con la Lega) che le classi ponti (classi differenziate che accolgono solo tutti gli immigrati) non sono discriminatorie.
    Insomma un Pierino politico che vuol far ridere tutto il mondo senza capire che la sua classe, prima o poi si stanca appena apre gli occhi.
    Pierino come presidente di una squadra di calcio fa più bella figura.

    One Response to “Pierino, la politica, il calcio”

    1. Lagavin scrive:

      …ma Silvio lo fa per noiiiiiii!!!!!!!!!!!!! Come ironizzava Antonio Cornacchione. A presto. Enzo.

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