Fate la guerra e non la fame
Guerra, Guerra, Guerra! Sarebbe questa la parola d’ordine del popolo del Sud, da Pomigliano d’Arco a Reggio Calabria, per evitare di fare la fame.
Perché?
E’ semplice! La striscia di Gaza , governo della Palestina attacca Israele con i razzi e a sua volta viene contrattaccata per difesa .
I bambini vengono posti come scudo contro gli attacchi israeliani e tutti i grandi della terra gridano alla tragedia. Essi, però, incentivano la guerra con la produzione e vendita delle armi. Addirittura i presidenti, dell’Egitto e della Francia, si fanno promotori per una tregua immediata e per un piano di pace quando il primo consentiva i tunnel Egitto- Gaza per il passaggio delle armi.
Ora raccolgono i soldi e l’Italia di Berlusconi ( ormai così si deve dire ) consegna a fondo perduto cento milioni di dollari. In tutto per Gaza si raccolgono quattro miliardi e mezzo di dollari. Ma sarà una specie di risarcimento per avere iniziato una guerra o per aver mandato a morte i bambini?
Il Sud in tal caso si può offrire al martirio, visto che è l’unica maniera per dare modo di vivere.
Ciò non basta . Negli stessi giorni Berlusconi cavalca il cavallo della Libia e dà come governo italiano cinque miliardi e mezzo di finanziamenti per investimenti a Gheddafi. Ora si comprende quale investimenti: sta cercando di vendere parte della torta del Milan, circa il 40%, alla sceicco Mansour per una somma pari a 500 milioni di euro. Accordi trasversali per fini diretti.
Larussa sarà il coordinatore del PdL che non ha nulla di “libertà”, ma avalla i finanziamenti dei soldati all’estero e l’invio di nuove truppe in qualità di ministro della difesa. Poiché Berlusconi deve garantire i finanziamenti e non può essere ostaggio di Fini e di AN ( si sono sciolti a parole nel PdL) gli affianca i ministri Verdini e Biondi in quanto coordinamento. Mentre Lombardo gli fa da spalla –dopo Cuffaro- in Sicilia ritenendosi fondatore del MpA, movimento per l’autonomia. Egli è segnalato dall’Ekima il governatore più amato d’Italia. Ma l’agenzia è filo governativa. Meno male che Epifani, dichiara, almeno a parole, che non può esistere di fronte all’incalzante federalismo fiscale un’Italia a due velocità, quella del Nord e quella del Sud.